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Il Cilento è
una terra di antica bellezza, colma di tesori culturali e paesaggistci,
nel corso dei secoli ha ispirato poeti e cantori . Molti dei miti greci
e romani che sono alla base della nostra cultura occidentale, sono stati
anbientati sulle sue coste ma anche più recentemente Ernest Hemingway, lo
scrittore americano, ha avuto parte dell’ispirazione per scrivere “Il vecchio
e il mare”soggiornando sulle nostre coste.
Il Cilento è allo stesso
tempo terra dalle dolci morfologie collinari e terra dalle morfologie
molto aspre profondamente incise dai corsi d'acqua. La costa si caratterizza
per la fitta stratificazione delle rocce che talora assumono forme e colori
particolari. I paesaggi che ne derivano si riconoscono per le morfologie
spesso dolci e per la maggiore diffusione della macchia mediterranea.
In queste zone è stato semplice per la gente del Cilento, operosa ed ospitale,
sviluppare veri e propri poli di attrazione turistica sfruttando la bellezza
delle coste ( con spiagge con fondo a ciottoli alternate ad altre ricoperte
di finissima sabbia bianca) e la purezza del mare (premiato da molti anni
con la bandiera blu da Agropoli e Acciaroli a Centola passando per Pioppi
e Ascea).
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In
queste zone è stato semplice per la gente del Cilento, operosa ed ospitale,
sviluppare veri e propri poli di attrazione turistica sfruttando la bellezza
delle coste ( con spiagge con fondo a ciottoli alternate ad altre ricoperte
di finissima sabbia bianca) e la purezza del mare (premiato da molti anni
con la bandiera blu da Agropoli e Acciaroli a Centola passando per Pioppi
e Ascea). Inoltrandosi
verso l'interno del Parco Nazionale il paesaggio cambia, per la presenza
delle rocce calcaree, che caratterizzano i massicci degli Alburni e del
Cervati. Il paesaggio è modellato dalle forme
carsiche che offrono magnifiche testimonianze, quali la grotta di Castelcivita,
lunga quasi 5 km, la grotta di Pertosa, la grotta dell'Auso presso S.
Angelo a Fasanella. La natura carsica delle terre cilentane e la conseguente
ricchezza di grotte ha senza dubbio favorito la presenza dell'uomo: i
più antichi segni della presenza antropica risalgono al Paleolitico
medio (500.000 mila anni a.C.) e le sue tracce continuano attraverso
il Neolitico
e fino all'Età dei Metalli. La presenza dell'uomo preistorico è
ancora oggi tangibile attraverso la presenza dei suoi "strumenti",
disseminati sia lungo le grotte costiere tra Palinuro e Scario.
I primi Greci approdarono sulle coste del Cilento intorno al XVII
secolo a.C., fondando più tardi numerose città
coloniali tra cui l'antica
Poseidonia (la romana Paestum). Il mare condusse invece i Focei,
originari dell'Asia minore, fondatori di Elea (oggi Velia),
la città di Parmenide, della sua Scuola Filosofica Eleatica e della
prima Scuola Medica. Poi, a partire dal IV secolo a.C. il Cilento
si trasformò in un crogiuolo di popoli e di culture.
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